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Mondiali Antirazzisti: la gioia dei bambini dei campi profughi Saharawi, vincitori della coppa chilometri. In campo si gioca anche contro l'amianto
di l.m. - f.d.

I Mondiali Antirazzisti, con le loro 204 squadre iscritte al torneo di calcio, raccontano ogni anno tante storie, legate a progetti, attività o più semplicemente alla vita dei partecipanti.

La squadra Sahara Saharawi Junior, ad esempio, è composta da bambini provenienti dai campi profughi Saharawi, ospiti in Italia di un programma di scambi in particolare con il territorio Emiliano Romagnolo. Per loro – che hanno vinto la coppa Chilometri, dedicata a alla squadra che viene da più lontano – è stata un’esperienza unica.
“Ogni anno i Mondiali sono una bella esperienza – racconta Fabio Campioli, dell’associazione Kabara Lagdaf, nella sua lettera di ringraziamento – ma quest’anno la presenza oltre che della nostra squadra storica "Sahara Saharawi" fatta da volontari dell'Associazione, anche di una squadra dei bambini ospiti nella nostra regione, ha reso la nostra presenza ancora più bella. Bello per i bambini che hanno partecipato e che si sono fatti apprezzare, hanno gioito insieme a noi durante le partite "ufficiali" del torneo e per le tante amichevoli, hanno seguito e gioito per il successo delle altre squadre cogliendo appieno lo spirito della manifestazione, momenti che rimarranno nei cuori nostri e dei bambini, bellissima e toccante la cerimonia di premiazione con tutti i partecipanti in piedi ad applaudire i nostri bambini, che poi sono stati chiamati sul palco ancora dalle altre squadre vincitrici”.

I mondiali permettono di raccontare belle storie, ma anche di raccontarne di “meno belle”. Racconti carichi di messaggi e di “battaglie” che durano da tempo. Ed è così che la squadra dei Cinghiali del Casale, ultras della squadra piemontese Casale Calcio (Casale Monferrato), ha deciso di scendere in campo con una maglia bianca riportante la scritta “Eternit: giustizia!” e di regalare agli avversari un tricolore con la stessa frase.
“E’ il quinto anno che veniamo ai Mondiali – spiegano i Cinghiali durante il brindisi inaugurale del torneo – e quest’anno vogliamo dare un forte segnale. E’ la prima volta che un’azienda così grande viene messa sotto processo, e bisogna fare di tutto per ottenere giustizia per tutti i morti che ci sono stati e per le loro famiglie. Per questo quest’anno abbiamo organizzato a Casale Monferrato la seconda edizione del torneo Ultras contro l’amianto”.
In questi giorni è infatti in corso a Torino il processo che vede la multinazionale Eternit, proprietaria di diverse fabbriche che lavoravano l’amianto (tra cui quella di Casale Monferrato), ignorando qualsiasi norma di messa in sicurezza e di smaltimento delle scorie, pur essendo ormai scientificamente accertato il legame tra amianto e tumori come la mesotelioma. L’Eternit accusata per la morte di 2.889 persone in più paesi d’Europa tra lavoratori delle fabbriche e persone risiedenti nelle vicinanze.

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