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Newsletter 71


PEACE GAMES NEWS

agenzia telematica quindicinale di informazioni
Peace Games news è dedicata a Maria Dusatti

N° 71. 16 Febbraio - 28 Febbraio 2010
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1. CAMPO PROFUGHI DI SHUFAT: IRRUZIONE DELL'ESERCITO ISRAELIANO

L'8 febbraio l'esercito israeliano ha fatto irruzione nel campo profughi palestinese di Shu'fat, alle porte di Gerusalemme, sede dei progetti di Peace Games e del centro educativo Al Zuhur, allo scopo di demolire alcune delle povere case del campo. Alle resistenze degli abitanti del campo l'esercito ha risposto con 40 arresti, eseguti con l'accusa di resistenza, ma anche di "abusivismo edilizio" e "evasione fiscale".

La notte tra l'8 e il 9 febbraio i militari hanno fatto una nuova incursione, entrando in tutte le case e pretendendo di parlare con tutti i maschi delle famiglie, e hanno portato via altre 40 persone.
La mattina del 9 febbraio, la nuova entrata nel campo dell'esercito ha provocato la reazione dei palestinesi, che hanno bersagliato i carri armati con i sassi: alcuni studenti ed alcuni giornalisti stranieri sono rimasti feriti negli scontri.

Il Centro polivalente Al Zuhur, dove si svolgono i progetti di Peace Games Uisp, continua a funzionare sia la mattina che il pomeriggio, con misure straordinarie: tutti i bambini devono essere accompagnati, la direttrice ed un operatore sono sempre presenti. I militari entrano a guardare ma si fermano sulla porta e se ne vanno perchè trovano un ambiente tranquillo, i ragazzini sono addestrati ad affrontare la situazione, e nessuno di loro rimane in giro per strada. I disordini veri e propri sono concentrati per lo più nella parte alta, dove c'è l'entata al campo e il check point, mentre in basso, dove si trova lo Zuhur, c'è un continuo passaggio di soldati in assetto da sommossa.
(L.M.)

2. PALESTINA - PROGETTO PLAY AND WORK: PARTE LA MISSIONE DI PEACE GAMES UISP

Nel contesto drammatico degli scontri che stanno agitando il campo profughi di Shu’fat, inizia la missione a Gerusalemme per l’avvio del progetto “Play and work to avoid the isolation in Shu’fat”, che per tre anni svilupperà e amplierà il rafforzamento delle associazioni del Campo che si occupano del sociale, a cominciare da centro Al- Zuhur con cui Peace Games lavora dal 2005. Nelle prossime settimane, Livia Dusatti, responsabile dell’ufficio progetti di Peace Games, e la capoprogetto Maria Paola Pannacciulli lavoreranno alla rete di sostegno alla comunità del Campo di Shu'fat, formata dalle istituzioni che co-finanziano il progetto: l'Unione Europea, la Regione Emilia Romagna e la Provincia di Bologna, e la Uisp nazionale come partner italiano.
La Uisp ha un ruolo chiave negli aspetti del progetto che mirano a rompere l'isolamento fisico, culturale e politico del Campo con iniziative che attirino l'attenzione pubblica su quella realtà, drammatica per povertà e repressione militare ma finora lontana dall'attenzione delle istituzioni locali e internazionali. In aprile prossimo la Uisp e Peace games organizzeranno Vivicittà anche nel campo di Shu'fat, in modalità coerenti con le difficili condizioni di quell'area, in contemporanea con Vivicittà nei campi profughi palestinesi in Libano. Come in Libano, l'iniziativa ha il sostegno dell'Utl, ufficio locale per la cooperazione del Consolato italiano, e dell'Unrwa, l'agenzia Onu per i rifugiati palestinesi.
(L.M)

3. SAHARA - PROGETTO EDUCA SPORT: MISSIONE NEI CAMPI PROFUGHI SAHARAWI

Il 13 febbraio Daniele Borghi, presidente di Peace Games Uisp, e Paolo Crisi, sono partiti alla volta di Smara, wilaya dei campi profughi saharawi in Algeria dove si svolge il progetto Educa Sport - l’attività fisica nelle scuole come veicolo di educazione informale, portato avanti da Peace Games Uisp e dall'associazione El-Ouali.
La missione si svolge in concomitanza con la Sahara Marathon, di cui El Ouali è tra i principali organizzatori, ed ha lo scopo di curare lo starp in loco del progetto.
Il progetto si propone di formare gli operatori locali sullo sport usato come mezzo di socializzazione e integrazione e di costituire un circolo sportivo, con sede nella Casa dello sport, affinché i ragazzi possano praticare un’attività sportiva strutturata e volta alla cooperazione anziché alla sola competizione.
(L.M.)

4. SENEGAL - BAMAKO-DAKAR: MISSIONE A FOUNDIOUGNE

Dal 15 al 21 febbraio si terrà, tra Senegal e Mali, il “silenzioso tour della solidarietà”: 31 ciclisti italiani, maliani e senegalesi percorreranno la strada che porta da Bamako, capitale del Mali, a Dakar, capitale del Senegal, incontrando alcuni dei progetti che le Ong italiane hanno sul territorio.
Per Peace Games Raffaella Chiodo seguirà il tour, per fermarsi poi a Foundiougne insieme alle leghe Uisp Nuoto, Vela, Calcio e Attività Subacquee per realizzare insieme al Cospe un progetto di formazione sportiva rivolto a operatori e insegnanti locali.
Foundiougne è una località che vive prevalentemente di pesca, e i dati dicono che una delle principali cause di morte è l'annegamento. Per questo Peace Games e Uisp pensano ad un progetto di formazione ai formatori che miri principalmente all'alfabetizzazione natatoria dei giovanissimi.
(L.M.)

5. L'UISP RICORDA NELSON MANDELA: INCONTRO ALLA PROVINCIA DI ROMA

"Tante persone hanno fatto molto per il mondo, ma c'è stato e c'è un solo Nelson Mandela". Con queste parole si è concluso l'intervento di una visibilmente commossa Tenjiwe Mtinso, ambasciatrice in Italia per il Sudafrica, che ha partecipato all'incontro "Mandela è libero! Diamo un calcio al razzismo", promosso da Centro Benny Nato e Uisp in occasione dei venti anni dalla liberazione di leader del movimento anti apartheid. L'evento, patrocinato dal presidente della provincia di Roma, Nicola Zingaretti, si è svolto mercoledì 10 febbraio presso la sala Pace della provincia di Roma. Durante la prima parte si è assistito alle testimonianze sulla liberazione di Mandela, e su come sono stati vissuti i giorni immediatamente seguenti, sia in Sudafrica che in Italia.

Successivamente gli interventi di Raffaella Chiodo, che moderava l'incontro, e di Chiara Stinghi, responsabile Integrazione e multiculturalità Uisp, hanno spiegato quali sono le azioni che l'Uisp sta portando avanti in vista dei prossimi mondiali di calcio in Sudafrica, con la campagna "Verso Sudafrica 2010", che si pone come obiettivo quello di utilizzare il grande appuntamento calcistico per sensibilizzare la cittadinanza sulla storia dell'apartheid, sullo sfruttamento delle donne al latere dei grandi eventi sportivi e per usare il calcio come strumento di sviluppo psico-fisico nelle aree più disagiate del Sudafrica, insieme a Peace Games, l'ong dell'Uisp, e alle organizzazioni WLSA Mozambico e Dreamsfield Project.

Ma il razzismo - nello sport e fuori - va combattuto tutti i giorni, nel quotidiano, ed è così che si arriva a parlare della rete FARE (Football Against Racism in Europe) ed dei Mondiali Antirazzisti, come buone pratiche in cui lo sport è usato per combattere ogni tipo di discriminazione. La testimonianza di Gianluca Di Girolami, dei Liberi Nantes, squadra composta interamente da rifugiati politici, ha dimostrato quanto sia difficile per un immigrato, o per un figlio di immigrati, praticare lo sport in Italia: per partecipare ai campionati regolari infatti è necessario presentare il permesso soggiorno, poco importa se si è considerati rifugiati o se si è nati in Italia.
(L.M)

6. CONTINENTI IN MOVIMENTO: EVENTO CONCLUSIVO A ROMA ALL'INSEGNA DI SPORT E INTEGRAZIONE

Si è tenuto il 12 febbraio a Roma l'evento conclusivo della rassegna "Continenti in movimento" organizzata dall'associazione culturale Ricrea in collaborazione con Uisp Roma e Arci.
La manifestazione ha avuto luogo per diverse settimane tra novembre e gennaio, con molti appuntamenti che hanno coinvolto i ragazzi delle scuole e la cittadinanza all'insegna dello sport e dell'intercultura.

La giornata conclusiva si è tenuta presso il circolo Arci Concetto Marchesi, nel quartiere Tiburtino III e è stata aperta dal dibattito "Sport e intercultura", moderato da Marinella Portincasa (Uisp Roma), dove Layla Mousa (Peace Games Uisp) ha presentato le attività di Peace Games e del dipartimento internazionale Uisp, mentre Paola Lanzon (Uisp Imola) ha illustrato la campagna contro lo sfruttamento sessuale delle donne durante i mondiali di calcio 2010.
I rappresentanti dell'Arci Darfur hanno sottolineato l'importanza dell'attività sportiva accessibile a tutti.
Al dibattito sono intervenuti anche il circolo Concetto Marchesi, che ospitava l'evento, la Protezione Civile Arci, il v municipio e il settore immigrazione dell'Arci, e tutti hanno evidenziato la necessità di attività che valorizzino e promuovano l'individuo e la socializzazione, in un periodo dove invece gli interventi sul territorio sembrano più volti a dividere che ad unire.

Dopo il dibattito la serata è proseguita con performance artistiche dei cinque continenti e con l'esibizione di alcuni gruppi rock emergenti della capitale.
(L.M.)

7. PROGETTO EDUCASPORT - SEMINARIO DI APERTURA A MODENA

Venerdì 5 febbraio, a Modena, presso i locali della polisportiva Uisp “Madonnina”, si è svolto il seminario aperto al pubblico “Educa Sport - Lo sport come veicolo di educazione informale nei campi profughi Saharawi”, al fine di presentare l’omonimo progetto portato avanti da El Ouali, Peace Games e Uisp Reggio Emilia nei campi profughi Saharawi di Smara, e co-finanziato dalla Regione Emilia Romagna.
Il seminario è stato moderato dal presidente di Peace Games Uisp Daniele Borghi, che ha illustrato la nascita della rete di solidarietà Peace Games/Uisp per il popolo Saharawi, mentre il primo intervento è stato di Yacoub Embarec, in rappresentanza del governo della RASD (Repubblica Araba Saharawi Democratica), che ha illustrato l’inizio dell’odissea del popolo Saharawi, per poi passare alla descrizione del contesto dei campi profughi e alla situazione attuale: “Vorrei dirvi che da quando siete stati ai campi l’ultima volta – dice Embarec rivolgendosi ai rappresentanti delle associazioni che lavorano con il popolo Saharawi – la situazione si sia evoluta, anche sotto il profilo politico, ma purtroppo non è così.”
Successivamente Layla Mousa, dell’ufficio progetti di Peace Games Uisp, ha descritto le attività previste dal progetto in corso e ha spiegato come si è pensato di utilizzare lo sport come strumento di educazione e socializzazione in un contesto come quello dei campi Saharawi, soprattutto grazie alla formazione degli operatori locali, che impareranno come usare lo sport non solo per divertimento e competizione, ma anche come mezzo per tutelare la salute psico-fisica dei ragazzi.
Mirella Orlandi – per la regione Emilia Romagna – ha descritto l’impegno della regione per la popolazione Saharawi, anche nella volontà di costruire un network con le altre regioni europee che lavorano negli stessi territori, al fine di capitalizzare gli sforzi e di giungere ad un’azione coesa ed efficace.
L’evento sportivo sicuramente più seguito nei campi profughi Saharawi è la Sahara Marathon, che quest’anno festeggia il suo decimo compleanno, e Leo Rambaldi, che con El Ouali ne è uno dei principali promotori, ha raccontato la nascita della maratona e quello che essa significa per la popolazione, sia in termini di visibilità che di partecipazione, che progettuali: ogni anno infatti i proventi della corsa vengono utilizzati per uno specifico progetto. E’ grazie a questi proventi che nel 2008 è stata costruita la Casa dello Sport, che sarà la sede del progetto Educa Sport.
Un lavoro di coordinamento tra le associazioni che operano sul territorio è molto importante per valorizzare e far rendere al meglio i vari progetti esistenti, è così che Educa Sport incontra la Kabara Lagdaf , associazione modenese che, come spiega il suon rappresentante Marco Antolini, opera sia in campo sanitario che in campo culturale, e con cui Peace Games ha recentemente presentato un progetto alla fondo territoriale modenese.
(L.M.)

8. GIOCAGIN - SI RIPARTE ALL'INSEGNA DEL DIVERTIMENTO E DELLA SOLIDARIETA'

Siamo in pieno carnevale, ma non c’è festa senza Giocagin! Sabato 13 febbraio, dal Pala Mattioli di Firenze è ripartito il colorato carrozzone del circo delle meraviglie Uisp: esibizioni di ginnastica ritmica e discipline orientali, danze, balletti e musiche da tutto il mondo, “corpi in gioco” di atleti ed atlete di tutte le età. Il 14 febbraio poi è stata la volta di Catania e Grosseto. Seguiranno poi sabato 20 e domenica 21 febbraio le tappe centrali dell’edizione 2010, quando Giocagin si svolgerà in contemporanea in 17 città. Il 20 a La Spezia, Livorno, Milano, Oristano, Piombino (Li), Reggio Emilia (dove proseguirà anche il giorno seguente); il 21 a Ameglia (Sp), Brindisi, Civitavecchia (Rm), Empoli, Enna, Piombino (Li), Pisa, Rosignano Solvay (Li), Senigallia (An), Taranto. Fino a maggio saranno 53 le città coinvolte. Vi invitiamo a consultare il sito giocagin.uisp.it per eventuali aggiornamenti del calendario.

Ma Giocagin, nella più classica tradizione Uisp, non dimentica l’impegno. Partecipando alla manifestazione, infatti, si da un sostegno a due interventi di cooperazione internazionale finalizzati a migliorare attraverso il gioco, il movimento e lo sport, la qualità della vita dei bambini in alcune aree disagiate del pianeta. Nello specifico sono due i progetti: “Giochi in rete” dell’ong dell’Uisp, Peace Games, in Bosnia Herzegovina; “Ricostruire l’infanzia”, progetto Unicef per i bimbi palestinesi.

Giocagin gode dell’Alto Patronato del presidente della Repubblica e dei patrocini della presidenza del Consiglio dei ministri, del ministro della Gioventù e del ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali.
(Uff. stampa Uisp)

9. INTEGRAZIONE E MULTICULTURALITA': UN SEMINARIO NAZIONALE UISP PER DISCUTERE, CONDIVIDERE E CONFRONTARSI SULLE POLITICHE D'INTEGRAZIONE. Intervista a C.Stinghi


La Nuova Casteltodino di Terni partecipava al Campionato di calcio Umbro di seconda categoria, sino al giorno in cui un giocatore della squadra di colore, di 19 anni, ha subito l’insulto di un avversario: "sporco negro!". Il gesto razzista ha indotto la squadra al ritiro volontario prima della fine della partita. Questo le costerà sanzioni regolamentari (...sic!)
Il settore Integrazione e multiculturalità dell’Uisp e la Lega calcio Uisp hanno espresso la loro solidarietà all’ASD Nuova Casteltodino attraverso una lettera, con la quale, inoltre, hanno invitato la squadra a partecipare alla prossima edizione dei Mondiali antirazzisti a Casalecchio di Reno (Bo).

"Il gesto di questa squadra – ci ha detto Chiara Stinghi, responsabile del settore Integrazione e multiculturalità dell’Uisp – è stato forte e chiaro. Testimonia la necessità di reagire a tutte le forme di razzismo, senza se e senza ma. L'Uisp è al loro fianco. Siamo convinti da tempo che lo sport sia uno strumento straordinario di socializzazione e di integrazione, e con le nostre iniziative sportive, con l’impegno concreto e quotidiano sul territorio, cerchiamo di insegnare il dialogo. Purtroppo, gli episodi inopportuni sui campi e negli stadi persistono. A livello istituzionale si interviene con politiche restrittive e punitive, invece di progettare interventi di carattere sociale, culturale ed educativo che prevengano l’incremento di fenomeni razzisti".

L’Uisp anche quest’anno è stata riconfermata all’interno del Registro delle Associazioni e degli Enti che svolgono attività a favore degli immigrati del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, grazie ai 25 progetti portati avanti nel corso del 2009. L’impegno nel 2010 viene ribadito, tra le altre cose, dal "I° Seminario nazionale Integrazione e Convivenza", proposto dal Dipartimento politiche internazionali, cooperazione e multiculturalità Uisp per sabato 13 e domenica 14 marzo a Firenze. Sarà un momento di confronto interno all'associazione sui temi dell’immigrazione e dell’intercultura, aperto ai rappresentanti di Comitati regionali, Leghe, Aree e Coordinamenti nazionali, nonché ai responsabili di settori e progetti. Obiettivo principale del seminario sarà quello di discutere, condividere e delineare le politiche di integrazione e di educazione interculturale dell’associazione. Partendo da uno scambio di “buone pratiche” attuate da comitati e leghe, si passer à all’avanzamento di proposte in termini di attività rivolte a migranti e politiche di integrazione e accoglienza da promuovere e disseminare su tutto il territorio nazionale.
(Uff. stampa Uisp - F.L.)

Per adesioni al "I° Seminario nazionale Integrazione e Convivenza" scrivere a multiculturalita@uisp.it, entro il 28 febbraio 2010


10. L'UISP PER LE PARI OPPORTUNITA: PARTITO OLYMPIA, PROGETTO EUROPEO PER AFFRONTARE LE BARRIERE CHE NEGANO ALLE DONNE IL DIRITTO ALLO SPORT

Si è svolto lunedì 8 febbraio a Roma, il primo incontro del progetto europeo Olympia - Equal opportunities via and within Sport – finanziato dall’Unione europea. L’iniziativa avrà la durata di quindici mesi ed ha l'obiettivo di rendere note ed evidenti le barriere che negano l’accesso delle donne alla pratica sportiva, alle carriere professionali nel mondo dello sport. A partire dalla mappatura delle realtà già esistenti in Europa, il tentativo sarà quello di coinvolgere attivamente le istituzioni e le associazioni, attraverso la costruzione di una rete sul tema, per poi passare in un secondo momento alla realizzazione di azioni di promozione della democrazia partecipata, attraverso il rinnovo della Carta dei diritti delle donne nello sport in Europa, che l’Uisp ha elaborato e presentato all’Unione europea già nel 1985.

Hanno partecipato all’incontro Gertrud Pfister dell’Università di Copenhagen, Marvin Radford dell’ISCA (Internatinoal Sport and Culture Association), Heidi Thaler e Elisabeth Kotvojs del VIDC (Vienna Institute for International Dialogue and Cooperation); mentre per l'Uisp sono intervenute Daniela Conti, coordinatrice del progetto, Raffaella Chiodo Karpinsky e Francesca D’Ercole.

“Questa occasione che ha riunito intorno ad un unico tavolo di discussione le diverse realtà europee coinvolte nell’iniziativa – spiega Daniela Conti - è servita per introdurre la tematica progettuale ed il confronto rispetto alle differenti culture in ambito sportivo, ma soprattutto per iniziare a ragionare in merito a delle argomentazioni specifiche che saranno poi discusse attorno a tavoli di lavoro tematici. E’ mancata a questo primo appuntamento la presenza della LICRA (Ligue International Contre le Racisme et l’Antisemitisme) attualmente molto impegnata nel congresso associativo, ma che comunque avremo occasione di coinvolgere attivamente nel corso del prossimo meeting”.
"Grazie alla flessibilità strutturale del progetto stiamo lavorando – conclude la Conti - per la costruzione di un modello e di un sistema di buone pratiche condiviso a livello europeo”.
(F.D.)


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